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gennaio, 2012
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frodi e truffe

Frodi e Truffe: le cifre del lavoro della Guarda di finanza nel 2011 sono impressionanti. 

Le cifre di Frodi e Truffe, cifre da “guerra”:

Differenza frodi scoperte / sequestri effettuati –> dal 21% nel 2007  al 40% degli ultimi due anni.

Nel 2011 –> 1.063 gli interventi, 860 le persone denunciate, 1.446 quelle «verbalizzate».

Dei 252 milioni di euro indebitamente percepiti, 100 sono stati sequestrati.

Frodi sui finanziamenti –> quasi 700 milioni di euro di finanziamenti comunitari e nazionali bloccati.

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fallimenti

 

 

 

 

 

 

 

Fallimenti: in Italia nel 2011 + 4% rispetto al 2010 ma +25% sul 2009

Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.

Sintesi dell’analisi:

N° di casi –> 11.707  fallimenti negl’ultimi dodici mesi, in ulteriore crescita rispetto ai due anni precedenti, +4% rispetto agli 11.289 del 2010 ma +25% rispetto ai 9.383 casi del 2009.

Regioni più colpite –> Lombardia, Lazio e Veneto le regioni più colpite.

Settori più colpiti –> edilizia e commercio.

Distribuzione fallimenti trimestri 2011 –>  I Trim 2.908, II Trim 3.301, III Trim 2.185, IV Trim 3.313.

Leggi il comunicato stampa clicca qui

 

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frodi telematiche

Frodi telematiche

Si preoccupano della loro sicurezza on-line, scaricano un antivirus gratuito, e si ritrovano invischiati in una truffa…

Oltre seicento bresciani, durante le fasi di download di un antivirus gratuito si ritrovano a sottoscrivere un contratto di fornitura di software vincolante per due anni.

Le figure:

  • il soggetto frodante, un azienda Estesa Ltd con sede nella Repubblica delle Seychelles,
  • il veicolo, ovvero un sito/directory di software scaricabile gratuitamente www.italia-programmi.net
  • i frodati, ovvero aziende/privati che hanno cercato sul web un antivirus gratuito, utilizzando la parola chiave “Antivirus Avira Gratis”
Esito della vicenda, una denuncia alle autorità competenti, un’attività di indagine della polizia postale di Brescia, una sanzione da parte dell’Antitrust al sito www.italia-programmi.net e
l’invio del fascicolo alla Procura della Repubblica, la quale potrebbe addirittura arrivare al sequestro dell’intero sito.
La storia insegna che al mondo nessuno regala nulla, tantomeno on-line.
Nella migliore delle ipotesi, ammesso sempre di scaricare ed installare software in maniera legale, ci si trova bombardati di pubblicità o “spiati” da spyware, nella peggiore delle ipotesi invece ci si trova, a propria insaputa, infettati da malware e magari il proprio computer trasformato in una botnet.
Problema quest’ultimo molto serio e pericoloso perchè, metaforicamente parlando, è come consegnare la propria auto con la propria targa ad pirata della strada, salvo poi dover dimostrare, con non poca fatica, di non essere i diretti responsabili delle violazioni al codice della strada.
Mio personale consiglio?
Lasciate stare ed anzi, proprio per i software antivirus e a protezione delle informazioni e delle reti informatiche, spendete qualcosina in più invece che qualcosina in meno.
Libro utile ed interessante di immediata comprensione: “Truffe.com” del Col. Umberto Rapetto, Resp. del GAT, il nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza.
Un video interessate che spiega, in modo molto semplice chiaro e diretto, alcuni dei principali pericoli on-line.

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competitive intelligence 

Competitive Intelligence

Lo scenario è sempre quello, da una parte la Cina che cerca la via piu breve “acquisire conoscenza” dall’altra un ente, governativo o meno che si lascia “sottrarre conoscenza” senza esserne consapevole.

In mezzo le reti di informazioni, con i loro vantaggi e svantaggi, sfruttabili ad arte da persone a volte estremamente abili altre volte estremamente agevolate da “pecche” o “falle” nei sistemi di sicurezza fisici, elettronici, procedurali (il più delle volte).

Da un lato il soggetto attaccato, ovvero la Camera di Commercio americana, dall’altro il soggetto attaccante, ovvero un gruppo di agguerriti hackers sui quali l’Fbi sta indagando per approfondirne ed individuarne i mandanti (si sospetta un collegamento con enti governativi ufficiali di Pechino).

Nel 99 % dei casi, questi accadimenti sono collegabili, in un modo o nell’altro, al “fattore umano”.

Per fattore umano possiamo inserire:

  • mancanza di procedure di sicurezza e classificazione delle informazioni
  • presenza di perfette procedure ma assenza di controlli nella loro osservazione
  • mancanza di una politica di mantenimento e aggiornamento dei sistemi informatici
  • mancanza di una politica di protezione fisica delle informazioni
  • mancanza di procedure e di addestramento dei dipendenti verso procedure di social engineering

Libri consigliati: L’arte dell’inganno di Kevin David Mitnick

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