Competitive intelligence aziendale: spionaggio ai danni di DuPont

Competitive intelligence aziendale: spionaggio ai danni di DuPont, dietro c’è la Cina

Un’altra spy story in salsa di soia inasprisce lo scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, un caso di competitive intelligence aziendale.

Walter Liew, 54enne uomo d’affari malese di nascita e americano d’adozione, è finito dietro le sbarre con l’accusa di aver rubato segreti commerciali al gigante dell’industria chimica DuPont.

La notizia era già balzata agli onori della cronaca lo scorso aprile, quando il signor Liew e la sua consorte erano stati incriminati per manomissione di testimonianze, false dichiarazioni e alterazione di prove.

Ora i nuovi documenti rilasciati dalla Corte arricchiscono la faccenda di ben più succulenti e freschi dettagli: avanzata l’ipotesi  di un coinvolgimento niente meno che del Partito comunista cinese, il nome di un membro del Politburo si fa strada nel registro degli indagati.

Nella tipica divisa carceraria color zafferano, mercoledì l’imputato ha fatto il suo ingresso nelle aulee della Corte federale di San Francisco dove gli inutili tentativi della difesa si sono infranti contro il muro di determinazione del giudice Nathaniel Cousins.