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fallimenti

 

 

 

 

 

 

 

Fallimenti: in Italia nel 2011 + 4% rispetto al 2010 ma +25% sul 2009

Analisi dei fallimenti in Italia realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.

Sintesi dell’analisi:

N° di casi –> 11.707  fallimenti negl’ultimi dodici mesi, in ulteriore crescita rispetto ai due anni precedenti, +4% rispetto agli 11.289 del 2010 ma +25% rispetto ai 9.383 casi del 2009.

Regioni più colpite –> Lombardia, Lazio e Veneto le regioni più colpite.

Settori più colpiti –> edilizia e commercio.

Distribuzione fallimenti trimestri 2011 –>  I Trim 2.908, II Trim 3.301, III Trim 2.185, IV Trim 3.313.

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Nel documento diffuso a giugno 2011, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) ha reso chiarimenti in materia fallimentare, con particolare riferimento all’istituto del programma di liquidazione.

Il programma di liquidazione è un atto tipico della procedura fallimentare a formazione progressiva, la cui iniziativa è rimessa al curatore in via esclusiva e, per il cui perfezionamento è richiesto il consenso del comitato dei creditori.

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Intelligence aziendale

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Fallimenti: Think3 in fallimento “ma solo in Italia”

Tribunale

Nominato un curatore per l’ex Cad.Lab. Ma negli Stati Uniti Versata si dice certa di poter continuare a usarne gli asset.

Torna alla ribalta Think3, la società italo-americana specializzata in software per il design e la progettazione nata in Italia nel 1979 con il nome di Cad.Lab e acquisita l’ottobre scorso dalla texana Versata Technologies.

L’azienda è stata ufficialmente posta in fallimento. Con un provvedimento del Tribunale di Bologna del 3 maggio, è infatti stato decretato “l’esercizio provvisorio della società Think3 in fallimento”.

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Computerworld Italia » Think3 in fallimento. “Ma solo in Italia”.

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False comunicazioni sociali e dichiarazione infedele: 14 milioni di euro occultati al fisco e 750.000 euro di utili “spariti” tra le righe del bilancio. E’ questo il risultato della complessa attività di verifica portata a termine nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Cervia, nei confronti di due società cervesi che, attraverso un’articolata operazione di fusione societaria, avevano artatamente aggirato da un lato gli obblighi fiscali in materia di dichiarazione e, dall’altro, quelli civilistici in materia di redazione del bilancio.

La fusione esaminata ha riguardato una società di persone avente una propria realtà economica radicata sul territorio ed una srl di nuova costituzione, per la quale la Direzione Centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate, nell’istanza di interpello appositamente presentata, aveva disconosciuto i benefici di legge previsti per le operazioni di aggregazione aziendale, data l’esiguità economica della stessa.

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Ravennanotizie.it – Fusione societaria: la Finanza scopre 14 milioni nascosti al fisco.

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Fallimenti: CMR di Ferrara verso il fallimento.

Cmr verso il fallimento

L’incubo fallimento per la cooperativa di Filo D’Argenta Cmr è sempre più vicino. Secondo quanto pubblicato oggi dal quotidiano la Nuova Ferrara infatti il commissario Raffaella Margotti avrebbe chiesto al giudice la revoca dell’ammissione al concordato. Una richiesta che se fosse confermata porterebbe l’ex cooperativa argentana dritto dritto al fallimento.

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FERRARA. Cmr verso il fallimento.

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Crisi Sasch : ipotesi di incauta erogazione del credito

PRATO – La crisi della Sasch, l’azienda che fa riferimento al sindaco di centrodestra di Prato, Roberto Cenni, con i suoi centosettanta milioni di euro di debiti sta per arrivare al capolinea. Forse si chiuderà con dei concordati o forse si chiuderà col fallimento. Due cose paiono comunque certe vista la mole spropositata dei debiti accumulati negli ultimi anni dall’azienda: 1)da una parte brilla l’incapacità degli imprenditori che la guidavano, 2) dall’altra emerge la corresponsabilità almeno di una o più banche che hanno fatto una incauta erogazione del credito verso la Sasch. L’azienda è in crisi di liquidità da diversi anni e quindi le banche, soprattutto quelle oggi più esposte verso il gruppo, non potevano non sapere. Anzi, l’accusa che il giudice potrebbe loro muovere, sarebbe quella della concessione abusiva del credito.

FONTE

Pasquale Petrella: Crisi Sasch e l’ipotesi dell’incauta erogazione del credito.

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