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cloud computing

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Sicurezza informatica

A chi spetta garantire la sicurezza della nuvola? Fornitori e fruitori di rimpallano la responsabilità, dice uno studio di Ca Technologies. Ma così si rischia lo stallo nella diffusione della tecnologia.
Sicurezza cloud, fornitori e fruitori non la pensano nello stesso modo.
Un guaio che potrebbe nel tempo portare a un punto di stallo nella diffusione della nuvola. Lo dice lo studio intitolato “Security of Cloud Computing Providers” condotto negli Usa e in Europa da Ponemon Institute per conto di CA Technologies.
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frodi on line

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Truffe on line

Secondo la Polizia Postale e delle Comunicazioni, il numero delle denunce di truffe via internet a metà 2011 pareggia già il conto delle denunce presentate in tutto il 2010, quando furono 5.051, e portarono all’arresto di 285 persone e alla denuncia di 3.965 persone.

Pur considerando che anno dopo anno aumenta in maniera significativa anche il numero dei navigatori che fanno shopping online, la tendenza induce a riflessioni piuttosto allarmanti.

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I virus informatici viaggiano sempre meno via email e sempre più spesso si trasmettono attraverso i social network. Lo raccontano gli addetti ai lavori, e lo conferma anche Microsoft autore di un rapporto semestrale sulla sicurezza la cui ultima edizione, riguardante il periodo luglio-dicembre 2010, è stata pubblicata ieri. Il report, basato sull’analisi di 600 milioni di sistemi di 117 paesi del mondo, segnala un aumento di oltre il 1200 % di attacchi di phishing sui siti di social networking, diventati terreno fertile per ogni forma di criminalità informatica.

L’ultimo caso noto riguarda il propagarsi, su Facebook e altri siti, di link che avrebbero dovuto condurre a materiale inedito sulla morte di Bin Laden; in realtà, cliccandoci sopra, l’ingenuo utente veniva portato a una pagina costruita in modo tale da installare silenziosamente un virus sul suo pc o da carpire in maniera fraudolenta i suoi dati di accesso al sito.

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http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9024&ID_sezione=38&sezione=

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Da Radware una serie di suggerimenti per combattere i cybercriminali, anche uscendo dai confini perimetrali del business.

Per definizione, l’attività online di rivenditori, agenzie turistiche, organizzazioni sportive, servizi finanziari e giochi, dipende interamente da Internet per sviluppare il proprio business e generare reddito. E proprio queste attività costituiscono il bersaglio ideale per attacchi di ogni genere, dal furto di dati ad attacchi DoS, allo sfruttamento di vulnerabilità, e così via. Radware (NASDAQ: RDWR), fornitore leader di soluzioni intelligenti integrate di application delivery per reti business-smart, lancia una serie di raccomandazioni e suggerisce una linea di reazione più robusta contro gli attacchi, con l’adozione di una soluzione più completa che vada ad colpire l’attacco proprio alla sua origine.

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Reagire con grinta! Contro il cybercrime online, bisogna passare dalla difesa al contrattacco | Data Manager Online.

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Brutte notizie per gli utenti di Chrome. I ricercatori del servizio di sicurezza VUPEN hanno scoperto una grave vulnerabilità nel browser Chrome di Google.
Sfuttando questa falla sono stati in grado di aggirare tutti i meccanismi di sicurezza presenti, come la famosa sandbox, DEP e ASLR, semplicemente visitando un sito web, appositamente preparato.

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Google Chrome bucato: grave falla di sicurezza | BitCity.it.

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Convegno: “I reati informatici, intercettazioni telefoniche e perquisizioni telematiche”

Il giorno 12 maggio 2011 nella “Sala della Mercede” di Palazzo Marini (Camera dei Deputati), in Roma, via della Mercede 55 – si terrà la conferenza – dibattito dal titolo “I reati informatici, intercettazioni telefoniche e perquisizioni telematiche”.

Il tema dei reati informatici è ormai da tempo divenuto oggetto di appassionata discussione anche a seguito delle modifiche della legislazione apportate dalla legge 48 del 2008 sulla ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica (Budapest, 23 novembre 2001), e sulle norme di adeguamento dell’ordinamento interno.

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Convegno: �I reati informatici, intercettazioni telefoniche e perquisizioni telematiche�.

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Intervistato da ZDnet UK, Gordon Maddern, ricercatore esperto di sicurezza informatica, ha dichiarato di aver scoperto una pericolosissima falla all’interno del noto software di comunicazione VoIP, per Mac.

Secondo quanto riferito da Maddern, l’exploit, oltre ad essere di facile diffusione, basta infatti l’invio tramite Skype di un particolare messaggio per ottenere il controllo remoto del Mac, è da definirsi “molto insinuoso e pericoloso”.

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Skype per Mac: ATTENZIONE, presente grave falla di sicurezza.

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Google immagini colpito da hacker che dirottano gli utenti per infettarli con un trojan.

Pirati informatici sembrano essere all’attacco del motore di ricerca di Mountain View, in particolare della sezione dedicata alla ricerca di immagini.

Questi hacker avrebbero sviluppato una serie di Javascript che, una volta inseriti in alcuni siti, sarebbero in grado di costruire finti contenuti sfruttando le chiavi di ricerca più utilizzate, collocandosi in questo modo tra i primi risultati nella selezione di immagini.

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Virus colpisce le immagini su Google Immagini.

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Fa molto rumore la scoperta di un worm che sfrutta la falla delle scorciatoie di Windows. Realizzato per lo spionaggio industriale, ha obiettivi circoscritti, ma le potenzialità di distribuzione sono davvero alte.

Le cosiddette “chiavette USB” sono oramai utilizzabili da qualsiasi sistema operativo in modalità completamente “plug&play”, ossia tramite collegamento “a caldo” e senza necessità di installare preventivamente alcun driver; ed una volta collegate vengono viste come un disco removibile, il che le rende estremamente facili e pratiche da usare anche da parte di utenti inesperti. Ciò ha favorito la loro diffusione che, di conseguenza, ha attratto l’attenzione degli scrittori di virus, i quali hanno rapidamente colto le potenzialità che essa dischiudeva loro.

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I-dome – Una scorciatoia per trojan (Worm e spionaggio industriale: attenti alle scorciatoie di Windows! I consigli di Corrado Giustozzi).

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Nato, generale. Hermann: ecco come rendiamo sicure comunicazioni

“La nostra missione è garantire sia le comunicazioni che la trasmissione di dati all’interno della Nato, ma anche proteggere i nostri sistemi dagli attacchi informatici ai sistemi di telecomunicazioni dell’Alleanza Atlantica”. A parlare in esclusiva al VELINO è il generale di squadra aerea Kurt Hermann, direttore della Ncsa (Nato Communication and Information Systems Services Agency), a Napoli nei giorni scorsi per visitare il Settore operativo e il secondo battaglione segnali, di stanza a Bagnoli.

La visita di Hermann giunge in uno dei momenti di massima operatività per il Comando interforze guidato dal colonnello dell’Aeronautica militare italiana Dario Nicolella, poiché oltre all’operazione marittima Active Endeavour è in corso la ben più complicata missione Unified Protector, relativa alle operazioni belliche sul territorio libico. Il generale, dopo aver incontrato il comandante del settore partenopeo Nicolella, ha incontrato l’smmiraglio Samuel J. Locklear, comandante del Ajfc Naples, il capo di stato maggiore di Ajfc Naples, generale di squadra aerea dell’Aeronautica militare italiana Leandro De Vincenti, il contrammiraglio Russell Harding, vice comandante della Task Force responsabile della Operazione “Unified Protector” e l’ammiraglio Rinaldo Veri, comandante del Comando marittimo alleato e principale responsabile della componente marittima impegnata in “Unified Protector”.

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il VELINO – Nato, generale. Hermann: ecco come rendiamo sicure comunicazioni – Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale.